Le alocasie sono uno dei generi botanici più amati dagli appassionati di piante di tutto il mondo:
grazie alle loro forme singolari, colori sgargianti e texture particolari, ogni specie è unica nel suo
genere. Tuttavia, nonostante questa grande varietà, sono spesso accomunate da una cosa: l’avere
una pessima nomea. Hanno infatti la fama di piante capricciose, difficili da coltivare e… Facili da
far morire! Ma è davvero così?
Conosciamo le Alocasie
Le alocasie sono piante originarie delle foreste pluviali del Sud-est asiatico: questo significa che in
natura crescono in ambienti umidi, ombreggiati e caldi, spesso sotto la chioma degli alberi, dove
ricevono luce filtrata e l’umidità dell’aria è molto alta. Il nostro obiettivo quando le coltiviamo in
casa è riprodurre delle condizioni che siano il più simili possibile a quelle che troverebbero in
natura, e questo non è sempre semplicissimo!
Ecco alcune delle regole indispensabili per una
crescita corretta:
-Temperatura: tra i 18–28 °C, mai sotto i 15 °C (sono molto sensibili al freddo).
-Umidità: medio-alta (possibilmente sopra il 60%), ma di solito l’umidità che abbiamo in casa è
sufficiente.
-Luce: dev’essere abbondante ma indiretta, filtrata dalla vegetazione o da tende nei mesi più caldi.
Esiste un ultimo fattore indispensabile per la corretta coltivazione domestica dell’alocasia, forse il
più importante di tutti: rinvasare la pianta correttamente e scegliere un nuovo substrato adeguato
alle sue esigenze!
Il rinvaso
Quando rinvasiamo è bene eliminare il più possibile il vecchio substrato, cercando in ogni caso di
agire con la massima delicatezza e non spezzare le radici. Infatti, si tratta di una pratica molto
stressante per l’alocasia, che spesso reagisce seccando le sue foglie più vecchie. Questo è del tutto
normale, e se hai fatto tutto correttamente non devi aver paura, poiché ne farà presto di nuove!
Ad ogni modo, il rinvaso si esegue principalmente in tre casi:
-Quando abbiamo acquistato da poco la pianta ed è ancora nel vecchio substrato di coltivazione:
quest’ultimo non è nocivo, ma è più adatto alla coltivazione in serra piuttosto che a quella
domestica.
-Quando la pianta ha colonizzato l’intero panetto di terra che aveva a disposizione.
-Quando notiamo la presenza di marciume radicale e dobbiamo intervenire con un rinvaso di
emergenza per minimizzare i danni e salvare la pianta.
La scelta del nuovo substrato
Il terriccio è uno degli aspetti fondamentali per la salute della pianta. Le radici delle alocasie hanno
bisogno di un ambiente arioso, drenante, ma anche in grado di trattenere un bel po’ di umidità.
Escludendo i materiali inerti dal mix, rischiamo che eccedendo con le bagnature la pianta possa
andar incontro a marciume radicale. D’altro canto, escludendo i materiali in grado di trattenere
l’umidità, rischiamo di avere radici che si seccano facilmente perché troppo asciutte.
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È quindi fondamentale creare un substrato ben bilanciato e con una buona dose di sostanza organica.
Ecco un mix perfetto per una crescita vigorosa delle alocasie:
-40% di sfagno: si tratta di un materiale che può trattenere fino a 20 volte il suo peso in acqua, ma
non si compatta facilmente e favorisce dunque un’ottima ossigenazione delle radici.
-40% di perlite: è un materiale inerte particolarmente utile per evitare ristagni e favorire
l'ossigenazione delle radici. Infatti, aumenta gli spazi d’aria nel substrato evitando che diventi
troppo compatto.
-20% humus di lombrico: migliora la struttura del mix e fornisce un giusto apporto di sostanze
nutritive, microelementi e batteri buoni.
Questo mix andrà mantenuto sempre umido, facendo asciugare leggermente tra una bagnatura e
l’altra.
La scelta del nuovo vaso
Questo è un altro aspetto cruciale! Spesso si sceglie erroneamente un vaso troppo grande pensando
di far del bene all’Alocasia: in realtà è una delle principali cause di morte di queste piante. Infatti,
quando nel vaso c’è troppa terra rispetto al volume di radici, l’umidità è trattenuta per troppo tempo,
con conseguenti possibili marciumi radicali (ai quali le alocasie sono molto vulnerabili).
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È fondamentale che il vaso sia proporzionato all’apparato radicale: la pianta dovrebbe quasi starci
stretta (vedi immagine). È inoltre molto importante che alcune delle radici tocchino il bordo del
vaso, in maniera tale da poterne monitorare la crescita e lo stato di salute. E qui potresti pensare:
“Sì, ma anche se toccano il bordo del vaso, come faccio a vederle?”. Scegliendo vasi trasparenti, un
po’ come si fa con le orchidee Phalaenopsis!
Conclusioni
Coltivare un’Alocasia Frydek Variegata (o qualsiasi altra varietà) può sembrare una sfida, ma con le
giuste accortezze — luce indiretta, ambiente umido, substrato drenante e un vaso della misura
giusta — è assolutamente possibile farla prosperare anche in casa.
Ricorda: queste piante non sono capricciose per natura, semplicemente hanno bisogni specifici che
vanno rispettati.
Evita rinvasi troppo aggressivi, non esagerare con le innaffiature e non avere fretta:
le Alocasie hanno i loro tempi e, se le tratti con pazienza, sapranno ricompensarti con foglie
spettacolari e nuove crescite continue.
Prendersi cura di un’Alocasia è un po’ come instaurare un dialogo: ascolta la pianta, osserva i suoi
segnali e adattati alle sue esigenze. Solo così potrai goderti la sua bellezza esotica a lungo — senza
drammi, né marciumi!
Un articolo di: Le piante di Giulia - su Instagram: @_theplantsitter_
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